Alimentazione e bulimia

Alimentazione e bulimia

ALIMENTAZIONE

I comportamenti alimentari devono sempre essere considerati all’interno del contesto sociale e culturale in cui si manifestano. Ad esempio, in alcune attività agonistiche, come la danza o il pugilato, l’alterazione del comportamento alimentare degli sportivi rappresenta una prassi molto diffusa.

DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE

Le caratteristiche comuni ai vari tipi di disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, sono la persistenza (minimo 3 mesi), la presenza di comportamenti che compromettono in modo significativo la salute fisica, e la preminenza di pensieri distorti sia sul cibo che sulla propria immagine corporea.

I disturbi della nutrizione più diffusi sono:

  • anoressia nervosa, caratterizzata da rifiuto del cibo da parte della persona e la paura ossessiva di ingrassare;
  • bulimia nervosa, contraddistinta da abbuffate frequenti seguite da episodi di vomito autoindotto per evitare l’aumento di peso;
  • disturbo da binge-eating, caratterizzato da abbuffate senza però mostrare i comportamenti compensatori (come il vomito) tipici della bulimia.

BULIMIA NERVOSA

Mangiare eccessivamente può attenuare temporaneamente la tristezza, la rabbia e l’angoscia ma, con il passare del tempo, il cibo e gli aspetti ad esso legati possono cominciare a padroneggiare su ogni aspetto della vita.

Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) la bulimia nervosa si evidenzia per:

  • ricorrenti episodi di abbuffata;
  • l’abbuffata si verifica quando l’individuo mangia per un periodo di tempo (di due ore circa) una quantità di cibo significativamente maggiore ed eccessiva rispetto a quella che la maggior parte degli individui riuscirebbe ad assumere nello stesso tempo;
  • l’eccessivo consumo di cibo è associato alla sensazione di perdere il controllo e di non riuscire a fermarsi una volta iniziato a mangiare;
  • l’abbuffata termina quando l’individuo si sente sgradevolmente o a volte dolorosamente pieno (può avere mal di stomaco);
  • le abbuffate avvengono di nascosto e in solitudine perché la persona si vergogna;
  • l’antecedente delle abbuffate è un’emozione spiacevole o situazioni interpersonali stressanti (inizio dieta, noia, sentimenti negativi correlati al corpo e al peso);
  • all’abbuffata segue la condotta compensatoria inappropriata attuata per paura di prendere peso (autoinduzione di vomito, lassativi e diuretici).

Abbuffate e condotte compensatorie inappropriate si verificano almeno una volta alla settimana per tre mesi.

In conclusione, risulta indispensabile per chi soffre di bulimia nervosa ridefinire il rapporto con il cibo e soprattutto trovare nuove strategie che permettano di reagire diversamente a quegli stimoli che tendenzialmente provocano le abbuffate.